Il film non è male, anzi il film è na bbomba. Parlo di Segreti di famiglia (titolo originale Tetro) di Francis Ford Coppola. Prima di tutto perché c'è lui dietro la macchina da presa e secondariamente perché davanti ci sono loro: Vincent Gallo e (qui si spalle) Alden Ehrenreich. Il primo è sempre una garanzia il secondo, almeno da quello che si vede nel film, anche. Siamo a Natale è necessario, bisogna stare dalla parte dei buoni. Bene, a me che risulta difficile mi è più facile se penso che sono "boni" e non buoni. Piccole differenze linguistiche che rendono più bianchi e più candidi i miei pensieri. Fino ad un certo punto, almeno. Nano nano
lunedì, dicembre 21, 2009
Fino ad un certo punto
Il film non è male, anzi il film è na bbomba. Parlo di Segreti di famiglia (titolo originale Tetro) di Francis Ford Coppola. Prima di tutto perché c'è lui dietro la macchina da presa e secondariamente perché davanti ci sono loro: Vincent Gallo e (qui si spalle) Alden Ehrenreich. Il primo è sempre una garanzia il secondo, almeno da quello che si vede nel film, anche. Siamo a Natale è necessario, bisogna stare dalla parte dei buoni. Bene, a me che risulta difficile mi è più facile se penso che sono "boni" e non buoni. Piccole differenze linguistiche che rendono più bianchi e più candidi i miei pensieri. Fino ad un certo punto, almeno. Nano nano
giovedì, dicembre 17, 2009
Io e Anna
Lo potevo capire da subito. Non l'ho fatto, ma l'ho temuto. Ora che sono a pagina 840 ne ho la conferma. La mia Anna è una morfinomane. Ecco perché tutte le sue angosce si sono placate di colpo, ecco perché durante il giorno riesce ad avere una vita felice e la notte resiste al risucchio del buio. Si fa di morfina. E alla grande da quanto si intuisce. La mia eroina (anzi morfinaina) non mi ha deluso. Anche Lev non mi ha deluso. Le loro tinte forte mi hanno conquistato. Il loro amore estremo mi ha fatto tenerezza, i loro caratteri autodistruttivi in nome di qualcosa, in questo caso in nome dell'amore, mi hanno fatto fare un balzo indietro per poi volare a andare lontano nel mio mondo parallelo fatto di passioni, cambiamenti e follie. "La serata passò felice e allegra in compagnia della principessa Varvàra, che si lamentò con lui del fatto che Anna, in sua assenza, aveva preso la morfina". Bene. Mentre scrivo penso: considerando il binomio "assenza" e "morfina" se io fossi come lei vivrei direttamente a San Patrignano. Karénina for ever. Nano nano(nella foto due ballerini della Eifman Ballet)
lunedì, dicembre 07, 2009
Zero in testa
"Sortilegio e stregoneria, finti maghi falsa ideologia, dei miei giorni più non sono il re, mentre il tempo scivola su te, sguardi vuoti senza più realtà, nei silenzi di chi si è arreso già..." In questi giorni va così. Ho Zero in testa... che pronunciata tutta insieme l'ultima espressione non dovrebbe essere nessuna novità. E' una vita che ho zero in testa, ma non è quello che volevo dire. A ritroso sto rivivendo i miei miti adolescenziali: Bertè, Oxa, Zero, Bennato in particolare. Manca l'ultimo poi il revival è stato fatto al completo. Siamo a Natale, siamo tutti più buoni lo sono anch'io con il mio passato. Quindi, in questi ultimo mesetto ho lasciato sola Lola, sono passato alla Oxa e poi a Zero, appunto. Me so scaricato la discografia del primo periodo (o forse già secondo) del Renè (rigorosamente fino a Via Tagliamento, anno 1982) con anche un disco dell'84. Tale Leoni si nasce solo perché è legato ad un mio amico che ogni volta che guardava la copertina (qui sopra) rimaneva inorridito. Come dargli torto. Stop. Spero che l'anno vecchio si porti via anche il mio ludico Amarcord. In effetti mi mette molta felicità canticchiare ste canzoncine che so ancora a memoria nonostante siano passati tanti anni. E pensare che nell'82 avevo solo tre anni. Che genio sono? Nano nano
sabato, dicembre 05, 2009
Vive la France
Mi piace Parigi, ma mi piace anche Londra, Madrid, Berlino e New York. Mi piace un po' tutto in fondo anche Milano. Peccato che non mi riesca di fermarmi, respirare e continuare a camminare piano. No. Di colpo mi viene voglia di correre, poi mi fermo e aspetto che la molla scatti un'altra volta. A volte è come se corressi su un binario in mezzo al deserto. Con il nulla intorno. Che strano, no? Ora sono carico, i viaggi mi rilassano e mi caricano. Sono pronto a correre. Durerà qualche giorno poi di nuovo rallenterò e finirò imbrigliato nel mio solito mare di incertezze. Quelle della vita. La mia. Vive la France e la Vallat... nano nano
lunedì, novembre 16, 2009
Sala d'attese

... Quando sono particolarmente stanco il mio malumore aumenta in maniera esponenziale e non riesco a raggiungerlo per eliminarlo a suon di botte. Lo rincorro, ma senza esito nonostante in palestra mi alleni alla corda meglio e più di Rocky Balboa. Il malumore va e io dietro con il fiatone infuribondito come non mai. Poi, di colpo dormo, mi ripiglio e sorrido alla vita come se fossi un protagonista di Dr House resuscitato dal buio. Così funziona penaepanico. Meditavo sull'esistenza umana complessa e contraddittoria come un discorso di Ghedini. Meditavo sul perché ad un certo punto quello che si desidera non lo si desideri più e poi basta un sogno notturno per farti venire in mente che in realtà a quel desiderio non sei ancora immune. E ti lasci di nuovo e per l'ennesima volta conquistare da quella brama che ti ha accompagnato (anche se a tempi alterni) fino a qui. Sapendo che l'unico modo per eliminarla, a questo punto, è un pilone dell'autostrada. Che noia la vita quando si hanno troppe attese. Nano nano
(nella foto uno dei miei semplici e banali anelli)
martedì, novembre 03, 2009
Grande Fratello's list
E’ stato una casualità, è vero. Sul canale Studio Universal c’era Schindler’s list il film sull’Olocausto di Spielberg, sui due canali dopo (Mediaset premium extra) il Grande fratello live. Saltellare da una parte all’altra non è stato difficile. Mi ha fatto effetto: da una parte i reclusi della più grande vergogna dell’umanità, dall’altra dei reclusi che la vergogna neppure la conoscono. Da una parte un manipolo di persone che per essere lì chiusi e spiati devono avere delle tragedia alle spalle capaci di far commuovere il pubblico, mentre nell’inferno dei campi di concentramento la tragedia era lì davanti. A Cinecittà si sceglie di buttare davanti alle telecamere la propria dignità, a Dachau o Auschwitz la dignità veniva trattenuta prima delle cortine di filo spinato. Al Grande Fratello il marchio che viene affibbiato ai partecipanti è trasparente, ma rimane per sempre (“Ma sì, la Patrizia del Gf”). La stessa cosa vale per gli ebrei finiti lì dentro. Il loro marchio però è un numero tatuato sul braccio, indelebile come il loro terrore. Non significa nulla questo paragone, non vuole dire nulla e non vuole portare da nessuna parte. E’ solo una riflessione che a volte il telecomando ti porta a fare. Una riflessione come tante che arrivano per caso, solo perché due canali sono successivi l’uno all’altro. Da una parte il gioco dall’altra la tragedia. Ma le regole sono le stesse: si entra, si resiste, si viene eliminati. E il destino, in entrambe le situazioni, non è nelle mani dei protagonisti ma di altri: cecchini o televotanti non è importante. Nano nano(nella foto, il fratello di Carmen concorrente del Gf10)
mercoledì, ottobre 28, 2009
Gieffe homo

Sono in fase premestruale una volta l'anno, ma generalmente dura cento giorni. Quest'anno mi sa almeno 150. E' un periodo in cui si palesa la mia frustrazione più grande: il Grande Fratello. Niente. Sono lì obbligato dalla beffarda vita ad occuparmene. Con tutte le cose interessanti che potrei fare. Che ne so, capire perché i trans sono pieni di clienti maschi disposti a farsi fottere come troiette ineducate in cerca di spavalderie a scrocco. Per esempio. Vorrei tanto capirlo, vorrei tanto entrare nella testa di quei milioni di teste di cazzo di madri che educano i figli alla bugia e all'inganno. Perché solo così si può spiegare. Non ci sono altre motivazioni: non la sete di potere, non il denaro, nulla . E' qualcosa che ha radici più profonde che comincia prima che penetra nel ingranaggio della nostra mente e si annida silenziosa: la bugia. Può crescere, può esplodere, può rimanere immobile, ma non può svanire. Questo no. Il tarlo della bugia cresce parallelamente alla vita che si fa: se la vita ha bisogno di consensi la bugia serve per proteggerti dalle tue incapacità e dalle tue paure. Se nella tua vita non ha mai bisogno di nulla, è perché la bugia è talmente dentro di te che, in parte, è diventata te. Sei una bugia e non lo sai. Non ci sono storie, non ci sono scuse, un po' come penaepanico (no excuse). Il resto baggianate che sanno di cipria e di trucco. Solo chi non è stato educato nella bugia è davvero libero. E punto. Ecco di cosa vorrei occuparmi. Invece mi trovo ad avere a che fare con un manipolo di bugiardi, che servono ad altri bugiardi, per raccontare altri bugiardi, che si nutrono di bugie. Una maledizione. Sapete indicarmi dove posso trovare un trans? Grazie. Nano nano
(nella foto, Ecce Trans di Coniglioviola)
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